Il documentario Sperduti di Matilde Rinaldi, studentessa ACT al terzo anno di Direzione della fotografia e Operatore Video, vince un premio per la Quarantine Challenge del festival indiano online My Film Project.

Matilde ha vinto il premo per miglior documentario nella sezione scuole con Sperduti, una produzione ACT. È possibile guardare il cortometraggio sul canale youtube del festival.



Abbiamo fatto alcune domande a Matilde sulla realizzazione del cortometraggio.

Com'è nata l'idea per questo film? Cosa ti ha spinto a realizzarlo?

L’idea è in realtà nata dall’esigenza di dover consegnare un piccolo documentario per un corso di scuola. L’idea di riprendere i miei coinquilini, ed in particolare Luca, era già un qualcosa al quale avevo pensato considerata la sua predisposizione a stare davanti ad una camera e il suo modo abbastanza unico di porsi. Ho quindi sfruttato la quarantena per raccontare sia lui che il periodo che stavamo vivendo.


Quali difficoltà hai incontrato realizzando il film, in particolare per il lockdown dovuto al COVID-19?

Dal punto di vista delle riprese non ho riscontato difficoltà dal momento che praticamente tutto quello che si vede è spontaneo. Le riprese sono durate più di due settimane e più i giorni passavano più la presenza della telecamera diventava meno invadente.


Raccontaci come hai gestito le risorse umane ed economico per la produzione del film.

Non potendo uscire di casa ho girato con quello che avevo a disposizione (la mia fotocamera ed un solo obiettivo manuale). Non mi interessava creare belle immagini o bei movimenti, volevo raccontare nella maniera più semplice e diretta come tre ragazzi hanno vissuto la quarantena.


Quali differenze hai riscontrato fra la visione progettuale che avevi del film e l'effettivo prodotto finale?

La differenza, riguardandolo anche distanza di due mesi, è stata che mi immaginavo un prodotto più leggero di quello che poi (dal mio punto di vista) è uscito.

Nonostante sia quasi tutto basato sulla comicità del nostro caro Luca , riguardando quelle immagini vedo, oltre alla risate, un po' di paura dovuta al fatto che non sapevamo cosa stessimo vivendo e quanto sarebbe durato.


Perché il pubblico dovrebbe guardare questo film? Vuoi dire qualcosa ai filmmakers emergenti?

Ognuno di noi ha vissuto la quarantena alla propria maniera e come meglio credeva. Una cosa che però ha accomunato quasi tutti c’è: la novità della situazione. Credo quindi che in molti si siano sentiti come Luca, come Daniele o come me. Che siano stati spensierati, che si siano divertiti ma che poi, arrivati alla sera, guardando la tv e sentendo le notizie del telegiornale avevano paura.

SPERDUTI, a mio parere, ci fa sentire sulla stessa barca senza nessuna distinzione di età e di provenienza ed è per questo che lo consiglio.